Accesso ai servizi

L'oratorio

EmailEmail: info@sandrogiacobbe.com

L’oratorio di San Giovanni Battista: un’eredità della tradizione religiosa rivese.

 Storia, arte, socialità e religiosità: tutto si incontra visitando l’oratorio di San Giovanni Battista di Riva Ligure. Anche questo edificio sacro si trova sulla strada principale, quella striscia di selciato accompagnata dalle case a schiera. L’oratorio si presenta con la sua facciata semplice, quasi come le abitazioni vicine, vicino alla piazza ed alla chiesa parrocchiale, con un piccolo sagrato. Si scopre così un’ampia navata, arricchita di stucchi e di pregevoli dipinti. Gli edifici sacri “minori” hanno sempre avuto una certa importanza a Riva Ligure. Basti pensare che nella prima metà del XVII secolo la Comunione e l’olio per l’Estrema Unzione si dovevano conservare nell’oratorio dell’Immacolata Concezione, poiché la chiesa antica di San Maurizio era piuttosto distante dalla costa dove abitava la maggior parte della popolazione. Questo edificio raccoglie l’eredità dell’oratorio della Concezione, che, dunque, viene utilizzato come chiesa parrocchiale. La decorazione della volta risulta chiara: abbiamo San Maurizio al centro della navata, titolare della parrocchia, e l’Immacolta nella volta del presbiterio. San Giovanni Battista è invece titolare della confraternita che prende possesso infine dell’oratorio. La confraternita di San Giovanni Battista era particolarmente impegnata nel riscatto dei cristiani, anche Rivesi, rapiti dai Barbareschi. La costruzione dell’oratorio attuale risale al pieno Seicento: lo rivela una finestra a tre luci, detta “serliana”, in facciata e la decorazione a stucco interna, con un fregio che corre lungo il perimetro interno ed ospita decorazioni a rilievo di ispirazione vegetale, con statue di angioletti che abitano il cornicione. La prima citazione del cantiere risale ad una visita pastorale del 1650. Un altro documento del 1652 rivela che l’oratorio era stato “appena costruito”.
Per curiosità, va detto che nel 1718 l’edificio mostrava alcuni segni di cedimento, con la caduta di travi del tetto: forse la costruzione era avvenuta con i pochi mezzi disponibili all’epoca. L’oratorio del frattempo si arricchiva di alcuni altari laterali, provvisti di adeguato dipinto (di Sant’Anna, del Crocifisso, di Santo Stefano, di Sant’Antonio da Padova).
 Per i fedeli il fulcro visivo si materializza nell’antico crocifisso quattrocentesco, eredità di una confraternita formata da tutta la popolazione e di nascita sicuramente quattrocentesca. Gli ultimi restauri hanno pure riportato alla luce la decorazione pittorica del presbiterio, risalente ad un rimaneggiamento tardobarocco in linea con la tipologia dell’altare in stucco, dotato di eleganti colonne tortili. I soggetti rappresentati nei dipinti murali recentemente recuperati sono legati al santo titolare dell’oratorio: si tratta della predica di San Giovanni Battista nel deserto e del martirio del santo in carcere.