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La parrocchiale

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Il nuovo San Maurizio: simbolo di religiosità e di riconoscimento popolare.

 Una facciata arricchita da stucchi ed un campanile elevato ed elegante: si presenta così uno dei simboli della Riva Ligure barocca. È la chiesa nuova di San Maurizio, collocata nel cuore dell’abitato, con un ampio sagrato che accoglie i passanti lungo la stretta strada parallela alla costa. La chiesa antica di San Maurizio era ormai insufficiente per lo sviluppo demografico locale. Il governo taggese, da cui dipendeva Riva Ligure entro il territorio della Repubblica di Genova, autorizza la costruzione con una delibera del Parlamento del 1693. In tale anno viene concesso l’impiego di un terreno dello la Braia, già dei sindaci della Riva. In realtà si pensava alla costruzione del nuovo edificio sacro fin dal 1657, poiché il vecchio San Maurizio era ormai inadeguato. Il cantiere della grande chiesa è lento, anche per mancanza di fondi: ancora nel 1717 si era piuttosto indietro nei lavori. Il capomastro incaricato era Girolamo Arlotti, nativo proprio di Riva. Quest’ultimo aveva condotto anche il cantiere della nuova parrocchiale di Taggia. Appare indubbio il rapporto con l’edificio taggese, considerando la pianta a navata unica, con cappelle laterali e profondo presbiterio.
 Nel frattempo la costruzione era sostenuta da famiglie rivesi, come quella dei Filippi, che da semplici marinai si erano arricchiti fino a diventare armatori. Il cantiere si protrae durante l’intero XVIII secolo ed ogni generazione di Rivesi fornisce il suo apporto. Una fase decisiva di sviluppo va situata nel corso della seconda metà del XVIII secolo. Il sagrato è un esempio splendido di selciato ligure datato al 1760. Nel 1775 si commissionano due dipinti a Carlo Giuseppe Aicardi, noto pittore di Oneglia. Si tratta di quelli di San Vincenzo e dell’Immacolata Concezione. Da alcuni anni, in effetti, si moltiplicavano le intitolazioni di nuove cappelle, con la costituzione di nuove compagnie di preghiera in grado di gestire i singoli titoli. È il caso della Compagnia delle Anime Purganti, eretta nel 1734. La decorazione a stucco costituisce il principale aspetto attrattivo, con una presenza insistita, dall’esterno, ove si trovano anche statue a tutto tondo, all’interno, con particolari interventi nelle cappelle di San Vincenzo e del Suffragio legate al ticinese Vincenzo Adami (primi anni del XIX secolo). L’Ottocento vede ancora il lascito di Rosina Ferro a favore della costruzione dell’altare maggiore in marmo. Appare evidente che questa chiesa è davvero il risultato della passione religiosa in cui si sono identificati centinaia di rivesi.